L’aglio comune (Allium sativum)

L’aglio è una delle piante alimentari e medicinali più antiche coltivate dall’uomo. Utilizzato da millenni come condimento, rimedio naturale e simbolo apotropaico, l’aglio è oggi una coltura fondamentale in tutto il mondo, in particolare nell’area mediterranea. Rustico, resistente e poco esigente, rappresenta uno dei pilastri della cucina tradizionale europea.

Origini e diffusione

L’aglio (Allium sativum) è originario dell’Asia centrale, probabilmente delle regioni comprese tra:

  • Kazakhstan
  • Uzbekistan
  • Iran
  • Caucaso

Da queste zone si diffuse molto presto verso:

  • Mesopotamia
  • Egitto
  • India
  • bacino del Mediterraneo

Già oltre 5.000 anni fa l’aglio era coltivato e utilizzato sia come alimento sia come pianta medicinale. Gli Egizi lo consideravano così importante da fornirlo agli operai impegnati nella costruzione delle piramidi per aumentare forza e resistenza.

Storia e valore culturale

Nel mondo antico, l’aglio ebbe ruoli diversi:

  • in Egitto era simbolo di forza e protezione
  • in Grecia e Roma era consumato da soldati e atleti
  • nel Medioevo era ritenuto un potente rimedio contro malattie e “influenze negative”

In Europa, e soprattutto in Italia, l’aglio è diventato un ingrediente base della cucina popolare, legato a piatti semplici ma profondamente identitari.

Caratteristiche botaniche

L’aglio appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae (in passato Alliaceae), come cipolla, porro e scalogno.

Caratteristiche principali:

  • pianta erbacea perenne coltivata come annuale
  • altezza: 30–70 cm
  • foglie lunghe, strette e appiattite
  • bulbo sotterraneo composto da spicchi (denti)
  • radici superficiali

L’aglio coltivato non produce semi fertili e si riproduce esclusivamente per via vegetativa, tramite gli spicchi.

Tipologie principali di aglio

Dal punto di vista agronomico, si distinguono due grandi gruppi:

  • Aglio bianco
    • più comune
    • aroma intenso
    • ottima conservabilità
  • Aglio rosso
    • tuniche rosate o violacee
    • gusto più deciso
    • molto apprezzato in cucina

Esiste anche l’aglio violaceo, spesso considerato intermedio.

Periodo di semina in Europa e in Italia

L’aglio è una coltura tipicamente autunnale–invernale, molto resistente al freddo.

  • In Europa:
    • messa a dimora tra ottobre e novembre
    • raccolta tra giugno e luglio
  • In Italia:
    • Centro-Sud: ottobre–novembre
    • Nord: novembre o fine inverno (febbraio)
    • zone molto fredde: semina primaverile

Gli spicchi si piantano con la punta rivolta verso l’alto, a 3–5 cm di profondità.

Esigenze colturali

L’aglio preferisce:

  • esposizione soleggiata
  • terreni sciolti e ben drenati
  • bassa fertilità (troppo azoto favorisce le foglie a scapito del bulbo)

È una pianta poco esigente in acqua e teme soprattutto i ristagni.

Specie affini e parenti selvatici

Il genere Allium comprende centinaia di specie, molte delle quali commestibili:

  • Allium cepa – cipolla
  • Allium porrum – porro
  • Allium schoenoprasum – erba cipollina
  • Allium ampeloprasum – aglio elefante
  • Allium ursinum – aglio orsino (selvatico)

L’aglio orsino, pur essendo affine, è una specie distinta e cresce spontaneamente nei boschi umidi.

Varietà tradizionali e famose

Tra le varietà di aglio più conosciute:

  • Aglio Bianco Polesano
  • Aglio Rosso di Sulmona
  • Aglio Rosso di Nubia
  • Aglio di Voghiera (DOP)
  • Aglio di Lautrec (Francia)
  • Aglio di Castilla (Spagna)

Molte di queste varietà sono legate a territori specifici e a pratiche agricole tradizionali.

Proprietà e utilizzi

L’aglio è noto per le sue proprietà:

  • antibatteriche
  • antifungine
  • antiossidanti
  • cardioprotettive

Il suo aroma caratteristico deriva da composti solforati, in particolare l’allicina, che si sviluppa quando lo spicchio viene schiacciato o tagliato.

Curiosità e aneddoti

  • L’odore dell’aglio è dovuto a composti che vengono eliminati anche attraverso la respirazione e la pelle.
  • In molte culture era considerato un protettore contro il male.
  • L’aglio crudo ha proprietà diverse rispetto a quello cotto.
  • È una delle poche piante coltivate che non produce semi vitali.

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